Perché spendiamo tanto al Supermercato?

Carrello - Spesa - Costo

I trucchi dei supermarket per farci spendere di più

Suggestioni e ”nascondino”

 Carrello - Spesa - Costo
Carrello spesa

Carrello Stracolmo

A chi non è capitato, appena uscito dal supermercato, di guardare incredulo lo scontrino e pensare: “Ma come ho fatto a spendere così tanto?”. E non è colpa di un prodotto “battuto” due volte dalla cassiera o inserito senza lo sconto.

Se questa situazione vi suona familiare non allarmatevi: siete in buona compagnia. La responsabilità di quel conto più salato del previsto non è infatti imputabile solo a una semplice disattenzione o al fatto di essersi lasciati tentare da un prodotto. Il primo colpevole del nostro carrello strabordante si chiama marketing.

Per spingerci a comprare di più, i supermercati delle grandi catene di distribuzione mettono infatti in atto delle strategie di condizionamento psicologico. Un insieme di sottili tattiche di persuasione alle quali anche le persone più dotate di autocontrollo faticano a resistere.

Qualche esempio? I prodotti più costosi sono posizionati all’altezza degli occhi, il pane e il latte si trovano sempre alla fine del supermercato, la frutta e la verdura occupano lo spazio all’inizio del market. Il tour degli acquisti inutili continua anche quando si aspetta in fila per pagare: il breve percorso che ci separa dalla cassa è spesso costellato di espositori di cioccolatini, caramelle e snack.

Un caso? “Certo che no. Nei punti vendita della grande distribuzione nulla lo è”, spiega Antonella Carù, docente di Marketing esperienziale all’Università Bocconi di Milano. “Da un lato si cerca di attrarre i clienti con le promozioni, dall’altro invece si lavora sul cosiddetto marketing esperienziale. La capacità del negozio di far vivere al cliente un’esperienza piacevole che influirà sulle sue abitudini di consumo”.

Il condizionamento comincia nel momento in cui si varca la soglia. Quasi tutti i supermercati espongono come primo prodotto la frutta e la verdura. “La visione di questi alimenti, così belli e colorati, dà l’impressione di trovarsi in un luogo sano e di qualità. Tutto è disposto per far sembrare l’ambiente il più simile possibile a un piccolo mercato” rivela Carù.

Lo stesso avviene, secondo uno studio condotto dall’associazione di consumatori inglesi “Which?”, con le aree panetteria, pescheria, macelleria, gastronomia. Lo scopo è di dare l’idea che il supermercato sia serio e affidabile come potrebbe esserlo un piccolo negozio di quartiere.

Shopping - Buste

Shopping

“I grandi supermercati – spiega Antonella Carù – studiano le abitudini di consumo dei clienti per prevederne e condizionarne le scelte. Le ricerche vanno dal modo in cui è meglio disporre i reparti alimentari fino alla posizione del singolo prodotto sullo scaffale. In genere il criterio più usato è quello dell’occasione d’uso”. Questo spiega ad esempio perché spesso il caffè si trova vicino al latte. “Il cliente verrà inconsciamente spinto a comprarli entrambi anche se magari gliene serve solo uno dei due”.

Nemmeno la posizione di pane, sale, zucchero e altri alimenti considerati di prima necessità è casuale. In quasi tutti i supermercati questi prodotti si trovano alla fine del negozio o in scaffali poco visibili. La ragione – spiega la professoressa Carù – è che “in questo modo il consumatore è costretto a cercarli, e, di conseguenza, a rimanere più a lungo nel punto vendita, aumentando così le possibilità di fare acquisti impulsivi”.

Lo stesso rischio che il cliente corre con le merci “ad altezza occhi”. Questi prodotti sono quasi sempre i più costosi o appartenenti al marchio dalla catena. Vengono posizionati in questo modo per attrarre più facilmente il consumatore. Un’altra posizione privilegiata è quella delle cosiddette “testate di gondola”, cioè l’inizio delle corsie. Qui i supermercati collocano le offerte speciali o i nuovi articoli da lanciare. “Le catene della grande distribuzione – spiega ancora Carù – conducono studi sul percorso dei consumatori all’interno del punto vendita per capire dove è meglio posizionare i prodotti”. Lo scopo è sia quello di sfruttare al meglio lo spazio, sia quello di spingere il cliente verso un tragitto prestabilito.

A condizionare gli spostamenti del consumatore sono anche gli enormi cartelli con la scritta “speciale” o “offerta”. Questi segnali spingono inconsciamente il cliente a pensare che se un prodotto viene definito così, non può non essere buono o conveniente. A rafforzare questa idea, contribuisce anche il colore rosso. Una tonalità, ha notato “Which?”, che attira la nostra attenzione. Il giallo, invece, richiama il colore del grasso evocando all’istante la sensazione della fame.

Shopping - Bags - Sconti - Sale

Shopping – Bags – Sconti – Sale

E se anche il povero consumatore fosse riuscito ad arrivare indenne alla cassa, senza nemmeno un prodotto in più rispetto a quelli che si era prefissato di acquistare, è proprio lì che il marketing ha in serbo l’attacco finale. Caramelle, cioccolatini, snack, riviste e bibite riempiono, infatti, gli espositori davanti ai quali i clienti, annoiati e stanchi, aspettano il proprio turno.

Contro questo stratagemma si sta battendo il sito specializzato in tematiche alimentari, Il fatto alimentare. Attraverso una petizione su Change.org, il sito ha infatti lanciato la campagna “Stop a dolci, caramelle e snack venduti alle casse dei supermercati”. L’appello è stato rivolto alle più importanti catene: Coop, Conad, Esselunga, Auchan, Carrefour, Simply, Eurospin, Lidl, Il Gigante, Pam, Iper, Billa, Crai, Unes, Selex, Sma, Gruppo Lombardini, MD Market, LD Market, Supersigma, NaturaSì.

“Questa zona – spiega il vicedirettore Dario Dongo – è molto importante per i supermercati. È qui infatti che si registra il più alto numeri di acquisti d’impulso. Dolciumi e caramelle attirano soprattutto i bambini che, complice la noia dell’attesa, fanno i capricci per averli. Una strategia di marketing molto pericolosa se si pensa che quasi il 30% della popolazione è in sovrappeso e si corrono ancora più rischi durante l’infanzia”.

I dolci alle casse sono già spariti in tutti i negozi della catena Tesco in Gran Bretagna, in quelli della catena Lidl in Svizzera. Mentre in Nuova Zelanda, dopo le proteste di numerose associazioni di consumatori, le più importanti aziende della grande distribuzione stanno valutando la possibilità di sostituire il cosiddetto junk food con prodotti sani come noci, frutta secca e succhi di frutta biologici.

di Silvia Pasqualotto – Tratto da: Kataweb.it


Vi è mai capitato di andare al supermercato per comprare “solo”: il pane, il latte e la marmellata per la colazione? E di uscire dal supermercato con: una compilation di canti popolari uzbeki (esiste una nazione che si chiama Uzbekistan?), la macchina per fare i waffel (880 euro), l’ombrello per il cane (che non avete) e 300 metri di merletti di Murano (si lo so a Murano fanno i vetri e i merletti in realtà sono cinesi!)? ECCO PERCHE’ ACCADE!!!!


Giuseppe per l’economia… domestica

#881

 

Tre mesi di vacanza

Scuola Scuola Scuola

Lo ammetto: faccio il docente per fare tre mesi di vacanza…

 Scuola Scuola Scuola
Scuola - accoglienza

Benvenuti a scuola

Egregio Ministro Poletti,

ebbene sì lo devo e lo voglio ammettere. Mi sono laureato, ho preso due abilitazioni a numero chiuso, ho fatto un concorso nazionale e sono precario da 13 anni (assunto il primo di settembre e licenziato il 30 giugno) non tanto perché volevo far l’insegnante, ma per godermi tre mesi di vacanze estive, oltre ovviamente a quelle natalizie, pasquali, di carnevale e ai ponti dei santi, dell’immacolata, del 25 aprile, del primo maggio e del 2 giugno. Peccato non si stia a casa anche il giorno della festa della mamma, del papà, della donna e magari dei nonni.

Egregio ministro Poletti,

ebbene sì lo devo e lo voglio ammettere, la volgarità e la disonestà intellettuale che caratterizza lei e tutto il governo Renzi è squallida e imbarazzante, sintomo di un paese sempre più allo sbando, retto da personaggi di piccolo cabotaggio, corrotti, prepotenti e mediocri.
Probabilmente signor Ministro lei è troppo impegnato in cene e feste con importanti esponenti di Mafia Capitale per conoscere la professione dei docenti e la realtà in cui vivono gli studenti italiani; altrimenti saprebbe che il numero di giorni di scuola in Italia è pari a quello dei principali stati europei (Germania, Francia, Spagna. ..).
Le vacanze sono solo distribuite in modo diverso.
Se conoscesse le condizioni in cui versano gli edifici scolastici italiani e l’ubicazione geografica del Paese che governa, saprebbe, inoltre, che andare a scuola a luglio e agosto nella maggior parte delle città (Napoli, Bari, Palermo, Roma, Sassari, Milano) sarebbe impossibile.
Infine, signor Ministro, le ricordo che ormai anche il mio macellaio di fiducia (purtroppo sono carnivoro) non pensa che un insegnante faccia tre mesi di vacanza. Tra esami di stato, esami di riparazione, riunioni e programmazione le ferie dei docenti (trenta giorni più le domeniche) si concentrano per lo più da metà luglio al 31 agosto.
Comunque Egregio Ministro e Esimio Premier, fate bene ad umiliare costantemente noi insegnanti. Ce lo meritiamo. Negli ultimi decenni abbiamo accettato tutto supinamente: blocco salariale, classi pollaio, precarietà, aumento dell’orario di lavoro, edifici insicuri, cattedre spezzatino e concorsi truffa.
Ed ora, sprezzanti ma con il sorriso sulle labbra, state realizzando la privatizzazione della scuola e la sua trasformazione in un’azienda senza che il corpo docente italiano dia un sussulto di vitalità. Tra chi aspetta la pensione e chi pensa che un salario fisso anche se basso è meglio che niente, tra chi è stanco di lottare e chi si considera intellettuale, tra chi “tanto mio marito è un dirigente o libero professionista” e chi è solo e disperato, tra chi “o si blocca il paese per settimane o uno sciopero non serve a nulla” e chi ” ora servirebbe la rivoluzione”, gli insegnanti stanno assistendo inerti e rassegnati alla lenta morte della scuola pubblica, democratica e costituzionale.
Il nostro silenzio è complice. E non basta più (se mai è servito a qualcosa) sfogarsi solo sui social network.
Per chi non si vuole arrendere non vi è altra strada che la lotta, per la nostra dignità e per il futuro dei nostri figli e dei nostri studenti.
Una terza via non ci è data.

Matteo Saudino, docente di storia e filosofia a Torino.
Libero pensatore e cittadino del mondo.


Questo è il mio 31esimo anno di lavoro come docente. Teoricamente, avrei dovuto aver fatto 93 mesi di vacanza! Dico teoricamente, perché non è assolutamente vero! Ho fatto esami di maturità, che mi hanno fatto finire l’anno scolastico quasi a metà luglio! Ho seguito gli studenti negli stage fino a fine luglio! Ho seguito i miei alunni in soggiorno studio all’estero da fine agosto! Mi sono anche un poco aggiornato nei mesi estivi, perché durante l’anno scolastico è impossibile. Mi sono aggiornato sulle lingue, seguendo corsi, pensavo fosse utile sapermi esprimere in una seconda lingua. Ho letto qualche libro (qualche centinaio..), perché avrebbe arricchito il mio lessico durante le lezioni. Ho letto qualche giornale per essere al corrente dei fatti e poterne discutere con i mie studenti. Ho visto qualche film “impegnativo” per essere al corrente della storia del costume, che comunque si evolve, anche senza di me! Mi sono aggiornato sui temi della mia materia (Informatica, ops a dire il vero information tecnology …), giusto per saperne qualcosa in più dei miei studenti. Ho frequentato corsi sulla gestione delle classi, visto che i miei allievi non sono gli stessi dell’inizio secolo e nemmeno degli anni 90! A parte questo sono stato 3 mesi in vacanza ogni anno…..Firma


Giuseppe sempre per la scuola

#880

 

L’uomo politico più povero del mondo

Il presidente più povero del mondo - Mujica presidente mas pobre - Mujica the poorest president

Il presidente più povero del mondo

Mujica presidente mas pobre – Mujica the poorest president

José “Pepe” Mujica

 Il presidente più povero del mondo - Mujica presidente mas pobre - Mujica the poorest president

José "Pepe" Mujica - Il presidente più povero del mondo - Mujica presidente mas pobre - Mujica the poorest presidentMentre i leader di altri paesi poveri vivono in lussuosi palazzi e i parlamentari risiedono in suite di hotel a 5 stelle, il presidente dell’Uruguay,  Josè Mujica, primo presidente al mondo ad aver donato il 90% del suo stipendio ai poveri, vive in un antico casale situato a pochi chilometri di distanza dalla capitale .
77 anni, vegetariano, vive con sua moglie e il suo cane a tre zampe in una casa colonica semi fatiscente e il il bene più prezioso in possesso di questo contadino part-time è il suo vecchio “maggiolino”.
Il carismatico presidente uruguaiano José Mujica si è rifiutato di adattare il suo stile di vita alle “trappole della ricchezza “ che deri vano dall’essere la figura più potente del paese.
Non vi è alcuna possibilità che si verifichino a suo carico scandali per spese non giustificate o per evasione fiscale poiché trattiene per sé a malapena il 10% dello stipendio (circa 7.500, cioè molto meno di un insignificante consigliere regionale o di uno oscuro deputato italiano) mentre il 90% lo devolve ai bisognosi!
Senza scorta e cortei di auto blindate, l’unico segno del suo importante ruolo è rappresentato dalla coppia di agenti di polizia che fanno guardia fissa alla fine del suo viottolo di casa..
Josè Mijuca, ex della sinistra rivoluzionaria, in un’intervista alla BBC ha candidamente dichiarato: “Mi chiamano il presidente più povero del mondo, ma io non mi sento povero. I poveri sono coloro che lavorano solo per cercare di mantenere uno stile di vita costoso e vogliono sempre di più. E’ una questione di libertà. Se non si dispone di molti beni allora non c’è bisogno di lavorare per tutta la vita come uno schiavo per sostenerli, e si ha più tempo per se stessi”.



Tra un paio di mesi in Italia ci saranno le elezioni. I partiti sono a caccia dei nostri voti e tutti i mezzi saranno leciti per ottenerli. Assisteremo all’eterno circo Barnum della nostra politica: nani, ballerine, clown e fenomeni da baraccone vari. Io suggerisco, alle varie teste d’uovo dei partiti, di analizzare questo fenomeno sudamericano. I voti sarebbero assicurati. 


Giuseppe per la FIL, “Felicità Interna Lorda

#777

 

Eclissi di sole del 20 marzo 2015

Eclissi di Sole del 20 marzo 2015

Come seguire l’eclissi di Sole del 20 marzo

 

 Eclissi di Sole del 20 marzo 2015

Il 20 marzo è prevista un’eclissi parziale di Sole visibile in tutta Italia. Ecco alcuni consigli per godersi al meglio l’evento (che non si ripeterà fino al 2020)

Sono passati ormai quattro anni dall’ultima eclissi di Sole visibile dal nostro Paese. Meglio non perdersi quindi quella del 20 marzo, anche perché bisognerà aspettare altri 5 anni prima di poter assistere nuovamente ad un simile spettacolo. Tutti pronti dunque tra le 9:00 e le 11:45, per godersi il Sole oscurato quasi al 50% dal passaggio della Luna. Per stare sicuri, ecco qualche coniglio per seguire al meglio l’eclissi.

Come si osserva un’eclissi
Guardare il Sole ad occhio nudo non è una buona idea, visto che può provocare danni permanenti alla nostra vista anche quando è parzialmente oscurato. Il fai da te dunque è da evitare: non usatevecchie pellicoleradiografievetri affumicati o occhiali da sole, che vi esporrebbero a rischi inutili.

Meglio acquistare filtri e occhiali appositi, disponibili anche online a un prezzo tutto sommato contenuto. In alternativa, gli esperti del sito AstroPerinaldo consigliano anche gli occhiali da saldatore con indice di protezione numero 14 (ma mai meno di 14, altrimenti risulterebbero inutili) reperibili nei negozi di ferramenta e assolutamente efficaci per guardare l’eclissi in tutta sicurezza.

Eclissi di sole del 1999

Eclissi di sole del 1999

Fotografare l’eclissi
Anche binocolimacchine fotografiche e telescopi sono pericolosi, se non si utilizzano adeguate protezioni. Binocoli e telescopi possono essere utilizzati con filtri appositi, disponibili online e nei negozi di materiale astronomico. Anche per le macchine fotografiche esistono filtri specifici (anche qui, sicuri delle soluzioni fai da te e migliori anche dal punto di vista della resa delle immagini), un po’ costosi, ma che torneranno utili per fotografare anche le macchie solari, altro soggetto amato dagli astrofili.

Gli esperti consigliano inoltre di regolare manualmente messa afuoco ed esposizione, perché la grande quantità di luce solare può ingannare i sensori della macchina fotografica. Un trucco, rivelato dall’esperto di foto astronomiche Andrew Fazekas, è quello di scattare due foto: una durante l’eclissi, e una identica per posizione verso il tramonto, e di unire in seguito le due immagini con photoshop per ottenerne una più simile all’esperienza reale dell’eclissi (questo però solo in caso di eclissi totali, e non parziali come quella di quest’anno).

Cos’è un’eclissi
Un’eclissi di Sole avviene quando la Luna si frappone tra l’astro e la Terra, proiettando al sua ombra sul nostro pianeta. In base alla dimensione apparente del disco lunare al momento del passaggio, l’eclissi può essere parziale o totale.

Quella di quest’anno appartiene alla famiglia delle Saros, eclissi di Sole molto simili tra loro perché avvengono quando la Luna si trova pressappoco nella stessa posizione rispetto al proprio nodo(il punto, cioè, dove l’orbita del nostro satellite interseca quella terrestre) e alla stessa distanza dalla Terra.

Avvengono inoltre più o meno nello stesso periodo dell’anno, e con una periodicità perfetta: 6.585,3 giorni, pari a 18 anni, 10 giorni e 8 ore (o 18 anni, 11 giorni e 8 ore, a seconda di quanti anni bisestili cadono nell’intervallo temporale).

Cosa si vedrà?
L’eclissi sarà di mattina, con un orario di inizio leggermente diverso a seconda della località da cui la si osserverà: inizierà prima in Sardegna, alle 9:16 se ci si trova a Cagliari, poi a Roma(9:23), a Milano (9:24),  a Napoli (9:25) e a Lecce e Trieste (9:30). Il massimo oscuramento si avrà dopo circa un’ora dall’inizio dell’eclissi, che si concluderà poi intorno alle 11:45.

Anche l’intensità dell’eclissi dipenderà dal punto di osservazione: sarà massima al Nord (ad Aosta sarà coperto il 67,2% del disco solare, a Milano quasi il 65%), diminuendo via via che si scende lungo al penisola (Roma 53,8%, a Napoli solo 39,7%, mentre a Siracusa non supererà il 39,7%).

Per assicurarsi delle condizioni dal proprio punto di osservazione, si può consultare questa mappa interattiva realizzata dalla Nasa.

Come accorgersi dell’eclissi
In Italia purtroppo non avremo un’eclissi totale (molti di noi non ne vedranno mai una, visto che la prossima è prevista per il 2081), e quindi non vedremo scendere di colpo la notte in pieno giorno.

Sarà comunque possibile notare la diminuzione di luce solare, ma i nostri occhi sono particolarmente bravi a compensare i cambiamenti di luminosità, e quindi per percepire l’inizio dell’eclissi senza guardare direttamente il Sole servono degli accorgimenti: prendete un punto di riferimento, come un edificio, e guardatelo a intervalli regolari dall’inizio dell’eclissi, per fare caso al cambiamento di illuminazione.

Streaming
Se il meteo (che per ora si prevede favorevole) dovesse tradirci, o se ci trovassimo impossibilitati a seguire l’eclissi da una postazione favorevole, niente paura. Il Virtual Telescope seguirà infatti l’evento in diretta streaming, con il commento dell’astrofisico Luca Masi.

In attesa dell’eclissi, guarda alcune delle foto più belle scattate dallo Spazio dall’astronauta italiana Samantha Cristoforetti.

Tratto da Wired.it


L’Aura Abela – Eclissi del cuore


Giuseppe per l’eclissi (quasi) totale di sole

#879

Di che colore è il vestito?

Di che colore è il vestito?  Bianco e oro oppure nero e blu?

Di che colore è il vestito?

Bianco e oro oppure nero e blu?

 Di che colore è il vestito?  Bianco e oro oppure nero e blu?

Di che colore è il vestito?  Bianco e oro oppure nero e blu?La blogger swiked ha postato su Tumblr l’immagine di un abito da cerimonia che sta confondendo gli occhi di molte persone, compresa Taylor Swift. Voi di che colore credete che sia questo abito?

C’è chi lo vede bianco e oro. C’è chi crede che sia blu con inserti di pizzo nero. I pareri si inseguono, tutti diversi, sotto le immagini. Taylor Swift dal suo profilo Twitter tuona con un lapidario “Ovviamente è blu e nero”.

Le illusioni ottiche generano sempre curiosità. Con la capacità di rendere virale un contenuto, il divertimento creato da questo dibattito sui colori ha fatto toccare al post quota 20 milioni tra visualizzazioni, post e tweet. Buzzfeed, che ha dedicato un articolo al caso, ha ricevuto 600.000 visite, un record che ha fatto vacillare i server della testata. Per un momento il web si è trasformato in un enorme stanza in cui tutti discutevano animatamente su quale fosse il vero colore dell’abito. Anche i profili social di brand come Sony, Amazon e Victoria’s Secret hanno preso parte alla discussione online.

Dopo la gara su chi avesse la percezione più realistica sui colori, ci si è cimentati nella ricerca della spiegazione scientifica più nota. C’è chi ha tirato in ballo la differenza di coni dell’occhio di ogni persona. Chi ha affermato che si tratta solo di una foto sovraesposta e chi ha preso in considerazione lo spettro meno forte del colore blu a video. C’è anche chi ha modificato la foto per affermare la “sua” verità e chi ha cercato il vestito originale per mostrare i veri colori.

Ma è la scienza a salvarci dalla confusione e a spiegare perché le persone, davanti a questa foto, percepiscono colori differenti. Innanzitutto precisiamo: l’abito è nero e blu.

Secondo il dottor Stephen McLeod del dipartimento di oftalmologia della UCSF, la confusione delle diverse visioni è data da una deficienza nella percezione del rosso e verde abbastanza comune. “Scommetto che la maggior parte delle persone che hanno definito il vestito nero sono uomini”. Un uomo su dodici infatti è daltonico.

I colori che vediamo dipendono dall’attività di tre tipi di coni: rossi, verdi e blu, corrispondenti a lunghezze d’onda lunghe (rosso), medie (verdi) e corte (blu) della luce. Il colore che vediamo contemplando un pomodoro ad esempio è dato da uno preciso rapporto, calcolato in alcune aree del cervello, tra le attività dei nostri coni rossi e verdi. Le diverse attività di questi coni ci danno una percezione diversa dei colori.

“Se guardate l’area oro (o nera) della foto, se vedete l’oro significa che percepite i pixel rossi e verdi. Se avete una deficienza nell’attività dei coni rosso e verde, allora vedrete solo nero.

Tuttavia l’alta quantità di persone che dicono di vedere il vestito come blu e nero (73%) non possono soffrire inconsapevolemente di questa deficienza visiva. Per questo è necessario prendere in considerazione un’altro fenomeno, noto come “illusione di luminosità“. Guardate quest’immagine: si tratta della Scacchiera di Adelson, pubblicata nel 1995 su Vision Science da Edward Adelson del MIT.

illusione di luminosità - di che colore è il vestito

Gli elementi A e B hanno lo stesso colore. Ma ciò che c’è intorno comunica al nostro cervello l’informazione sul colore giusto di ogni elemento. Ciò che crea l’illusione è la luminosità. Il nostro sistema visivo percepisce le diverse intensità della luce: la costanza attribuisce un colore specifico a ciò che vediamo.

Tornando al vestito, è l’intensità della luminosità dello schermo su cui guardiamo l’immagine a fare la differenza. Chi ha uno schermo con una intensità meglio calibrata, vedrà il vestito per quello che è, cioé blu e nero. O no?

Tratto da: yahoo


Per la cronaca, io lo vedo bianco ed oro!!! (27 febbraio 2015) Aggiornamento di stato, oggi (28 febbraio 2015) lo vedo nero e blu!!! E voi di che colore lo vedete? Da non sottovalutare anche l’astuta campagna di marketing. 😉firma


Giuseppe per la verità sui colori

#878

 

San Valentino 2015

San Valentino 2014 - 10 cose da non fare a San Valentino

Lettera di San Paolo ai Corinzi

 San Valentino 2014 - 10 cose da non fare a San Valentino

San Valentino 2014 - 10 cose da non fare a San Valentino

“L’amore è sempre paziente e gentile, non è mai geloso. L’amore non è mai presuntuoso o pieno di sé, non è mai scortese o egoista, non si offende e non porta rancore. L’amore non prova soddisfazione per i peccati degli altri ma si delizia della verità. È sempre pronto a scusare, a dare fiducia, a sperare e a resistere a qualsiasi tempesta.”


Video tratto dal film: I passi dell’amore – Dal Romanzo di Nicholas Sparks


Forse le più belle parole sull’amore, scritte migliaia di anni fa….. Buon San Valentino a tutti.Firma


Giuseppe per San Valentino

#877

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Copyright © All Rights Reserved · Green Hope Theme by Sivan & schiy · Powered by WordPress - Lagreca.it (Since 1995) - Lagreca.it/blog (Since 2003)

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: