Pooh feat Mario Biondi – Ci penserò domani

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Pooh - Boomerang - 1978

Pooh feat Mario Biondi

Ci penserò domani

 Pooh - Opera Seconda - 2012

Pooh – Boomerang – Ci penserò domani…..


Pooh feat Mario Biondi – Opera Seconda – Ci penserò domani…


Pooh – Boomerang – Ci penserò domani

Lei entrò, sulle scale qualcuno guardo
i suoi strani vestiti
appoggiò le spalle alla porta dicendo:
con lui ci siamo lasciati
osservai due occhi segnati
e il viso bagnato dalla pioggia
non so, mi disse, non so come uscirne fuori, non lo so.
La guardai,
ed ebbi un momento di pena,
perché sembrava smarrita,
io vorrei mi disse, vorrei che non fosse cosí,
ma è proprio finita disse poi
ritrovando un sorriso a stento:
comunque l’ho voluta lo sai,
le strade per farmi del male non le sbaglio mai.
Poi mi raccontò la storia che io sapevo già
dall’ultima volta si sentiva
che era più sola, più cattiva.
Si calmò, guardandosi intorno
e parlammo di me, bevendo più volte
si sdraiò in mezzo ai cuscini e mi disse:
con te ero io la più forte
disse poi inseguendo un pensiero:
è vero, con te io stavo bene
e se io fossi una donna che torna
è qui che tornerei.
Poi cenammo qui, le chiesi:
domani cosa fai
la pioggia batteva sui balconi
rispose: ci penserò domani!
Mi svegliai la mattina
e sentii la sua voce di là:
parlava in inglese la guardai:
aveva il telefono in mano e il caffè
e non mi sorprese accettai il breve sorriso
e il viso di una che non resta.
Se puoi, mi disse, se puoi,
non cambiare mai da come sei!
Poi se ne andò via nel modo che io sapevo già,
passava un tassi, lo prese al volo
abbi cura di te, pensai da solo.


Era il 1978. Io avevo 18 anni e tanti sogni nel cassetto. La scuola era il centro di gravità permanente e intorno ruotavano milioni di pensieri e sogni. Le lezioni, le occupazioni, le assemblee, i cineforum e i dibattiti mai concessi. Intorno una violenza cieca, appena percepita dall’incoscienza dell’età. La mattina a manifestare per un mondo migliore, la sera alla festa di compleanno di Cinzia, e in regalo il disco dei Pooh, anche se fino a pochi minuti prima si cantava: “El pueblo unido jamás será vencido”. Ma alle 18.00 la lotta di classe si abbandonava, e tutti a far festa con lo stereo e i dischi in vinile. Finalmente si poteva stare un po’ insieme a Giovanna, tanto desiderata e solo ammirata da lontano. Finalmente si poteva ballare con lei e se tutto andava bene ci scappava anche un fuggevole bacio, solo a labbra sfiorate, ma che era quasi come toccare il paradiso. Dopo le 23 tutti a casa e io ragazzo di provincia tornavo al mio paesello, nelle orecchie i Pooh che c’avrebbero pensato domani, e il domani è già oggi… e forse l’oggi è anche un po’ passato. 


Giuseppe per il futuro che verrà.. abbi cura di te, pensai da solo.

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Add a comment »3 comments to this article

  1. Mi è piaciuta moltissimo questa interpretazione di una canzone che mi hafatto fare un tuffo nel passato, a quando io e Paolo ci davamo i bacetti seduti nella sua auto rossa il cui rombo faceva girare tutti nelle stradine silenziose. di collina dove abitavo io.
    Ho visto giorni fa una bella trasmissione sugli anni ottanta, è uscito un libro che ne parla, associando politica, costumi e spettacolo in un modo non facile ma ben riuscito, non ricordo il titolo in questo momento,ciao e buona domenica

    Rispondi

  2. E’ vero ogni stagione ha le sue caratteristiche, irripetibili. Però la nuova versione con Biondi è niente male.
    Ciao Penelope

    Rispondi

  3. Hanno accompagnato una parte della mia vita, ho ballato sulle loro note, ho apprezzato molte loro canzoni ma ora, quando li ascolto, mi cala la palpebra…stò invecchiando?

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