Ubuntu: antropologia e informatica

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Ubuntu: antropologia e informatica

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 Ubuntu: antropologia e informatica

We're all part of One, and One is part of all. Be prosperous, be generous, be kind  and be compassionate." Yogi BhajanUn antropologo propose un gioco ad alcuni bambini di una tribù africana. Mise un cesto di frutta vicino ad un albero e disse ai bambini che chi sarebbe arrivato prima avrebbe vinto tutta la frutta.
Quando gli fu dato il segnale per partire, tutti i bambini si presero per mano e si misero a correre insieme, dopodiché, una volta preso il cesto, si sedettero e si godettero insieme il premio.

Quando fu chiesto ai bambini perché avessero voluto correre insieme, visto che uno solo avrebbe potuto prendersi tutta la frutta, risposero “UBUNTU: come potrebbe uno essere felice se tutti gli altri sono tristi?”

UBUNTU nella cultura africana sub-sahariana vuol dire: “Io sono perché noi siamo” 

(Matteo Gracis)


 We’re all part of One, and One is part of all. Be prosperous, be generous, be kind and be compassionate.” Yogi Bhajan


E poi i selvaggi sono loro?

Ubuntu è un sistema operativo open source, rilasciato da Linux, per semplificare, è un Windows con una piccola differenza: è gratis e pure solidale.

Giuseppe per l’informatica antropologica

#776

 

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Commenti

  1. alessandra scrive:

    Un racconto meraviglioso capace di sensibilizzare ogni cuore capace di aprirsi all’altro e al mondo, perchè non si può essere felici dal soli, la competizione atta al solo premio personale diventa vuota e senza contenuti, solo tenendoci la mano possiamo trovare la forza di abbattere barriere e trovare così una vera giustizia, libertà e comunione dei popoli.

    1. Horsefly scrive:

      Le lezioni più belle sembrano venire proprio da quelli che noi definiamo selvaggi o sottosviluppati. Ricordi le parole attribuite a Toro seduto, oppure la bella poesia dei nativi americani? Forse noi, del cosiddetto mondo sviluppato, abbiamo perso un po’ le nostre radici e il contatto con la Natura. Dobbiamo fare in fretta a riappropriarci dei veri valori della vita e metterli al centro della nostra società, con il consumismo sfrenato e l’egoismo di questi ultimi decenni non si va da nessuna parte.
      Cara Alessandra ti auguro un fantastico 2013.

  2. Francesca scrive:

    L’informatica antropologica dovrebbe esistere nelle scuole..la possibilità e di conseguenza la diffusione di applicazioni open source o a basso costo possono permettere la reale condivisione di idee, informazioni e rendere possibile il cooperative learning. Finchè siamo legati, e io per prima (non mi escludo) a “marchi” ciò sarà possibile solo in parte.

    1. ladybeetle11 scrive:

      sarebbe tutto bello se riuscissimo ad utilizzre solo gli open source ma….molti programmi di uso comune pretendono determinati sw non open e il lavoro di anni andrebbe perso;dovrebbe esserci una pulizia motivazionale e strutturale di tutto ció che utilizziamo

      1. Horsefly scrive:

        Concordo pienamente!! Però volere, è potere. Auguri :)

    2. Horsefly scrive:

      Da un po’ di tempo a questa parte mi sembra che si siano aperte prospettive maggiori per l’open source, il monopolio dei grandi marchi sembra sempre più vacillare. Confidiamo in un futuro più OPEN per tutti. Un buon anno anche a te.

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