Er ber paese

Er ber paese

Er ber paese

 

 Er ber paese

Mentre ch’er ber paese se sprofonna
tra frane, teremoti, innondazzioni
mentre che so’ finiti li mijioni
pe turà un deficì de la Madonna
Mentre scole e musei cadeno a pezzi
e l’atenei nun c’hanno più quadrini
pe’ la ricerca, e i cervelli ppiù fini
vanno in artre nazzioni a cercà i mezzi

Mentre li fessi pagheno le tasse
e se rubba e se imbrojia a tutto spiano
e le pensioni so’ sempre ppiù basse
Una luce s’è accesa nella notte.
Dormi tranquillo popolo itajiano
A noi ce sarveranno le mignotte 
Attribuito a: Giuseppe Francesco Antonio  Maria Gioachino Raimondo Belli, ma quasi sicuramente opera di qualche buontempone contemporaneo: molto bravo!))

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere questo sonetto del Belli e ….. grandissima sorpresa, sembra scritto in questi giorni. Ma allora è proprio vero, in Italia niente mai cambia? Siamo ancor alla situazione del 1863, sono passati quasi due secoli e tutto rimane immobile. Caro Giuseppe Tomasi avevi proprio ragione, questa è la terra dei gattopardi, bisogna cambiare tutto per non cambiare niente!!!

horseflyERRATA CORRIGE: in prima battuta avevo attribuito il sonetto al Belli (la fonte da cui avevo tratto la notizia era molto attendibile), ma quasi certamente è opera di un autore contemporaneo molto bravo nell’emulare la metrica e la poetica del Belli. Complimenti vivissimi all’autore e tante scuse ai miei lettori :( Le considerazioni fatte in alto restano comunque valide. (01/02/2011)


Giuseppe per il BelPaese.

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