Note a scuola
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Autentiche note di classee personali sui registri scolastici. |
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1) L’alunno S. C. lascia l’aula prima dell’orario di uscita dopo aver fotografato la lavagna con il cellulare
sostenendo che avrebbe riesaminato la lezione a casa sua.
4) La classe non mostra rispetto per l’illustre filosofo Pomponazzi e ne altera il nome in modo osceno.
12) L’alunno L.P. durante la lezione di educazione fisica usa la pertica come simbolo fallico.
13) Si espelle dall’aula l’alunna M. Ilaria perchè ha ossessivamente offeso la compagna Sabatino Domenica chiamandola Week End.
14) L’alunna B.R. fa sfoggio della sua biancheria intima lanciandola sul registro del professore.
15) La classe nonostante i continui richiami del professore continua imperterrita durante le ore di c.t.a. a emanare flatulenze senza che i colpevoli si dichiarino e l’aria ormai è resa irrespirabile da tali esalazioni. Si prega di fare nota ai genitori di tale maleducazione.
16) Gli alunni M. e P. incendiano volontariamente le porte dei bagni femminili per costringere le ragazze ad utilizzare il bagno maschile.
17) L’insegnante di latino: “L’alunno è entrato in aula, dopo essere stato per 20 minuti al bagno, aprendo la porta con un calcio; ha fatto una capriola e ha puntato un’immaginaria pistola verso l’insegnate dicendo “ti dichiaro in arresto nonnina!”
18) L’alunno giustifica l’assenza del giorno precedente scrivendo “credevo fosse domenica”.
19) T., L. e B. chiudono in bagno una loro compagna perchè ritenuta da loro “cesso”.
20) Gli alunni B. e B. durante l’ora di italiano compiono irrispettosi esperimenti di balistica usando proiettili di carta e saliva (stoppini) contro il ritratto dell’Onorevole Presidente della Repubblica Ciampi. Si giustificano dicendo di necessitare un bersaglio.
Leggete anche:
Gentile prof - Le più improbabili giustificazioni
| Giuseppe per la fantasia in classe |
#561 |
Prodigio di semplicità
Prodigio Di Semplicità di Emanuela Pozzan
In un attimo tutto sembra passato, il mio impeto è svanito nella speranza di assopire un bisogno.
In me si cerca: il sapore, l’ebbrezza di un momento e la pace di un sorso di nettare dal gusto sublime. Presto, la curiosità sulla mia natura, darà pace alla brama di sapere com’è l’annata.
Io sono la vite, io sono la vita e nel mio succo si racchiude l’attesa di dodici mesi. Nell’alba di una domenica autunnale mi ritrovo qui, anonima tra sconosciute ed attendo paziente che il sole sorga pigramente dal capanno affiancato al mio filare.
Mi sento soddisfatta ed orgogliosa anche quest’anno, ad ogni stagione che trascorre, assaporo sempre più il piacere di donare il mio prezioso succo; altro scopo non ho.
Sono stata scelta, la mia missione è questa: dare pace ad un desiderio dei sensi. Con il mio verdeggiare e l’armonia delle mie onde lignee sono un incanto per gli occhi ed i miei tralci sembrano corde di un violino naturale che suona melodie di passione; con le mie foglie rugose e fresche ricordo l’acqua di fonte che sgorga tra innumerevoli bollicine; con il profumo dei miei frutti inebrio le menti ed evoco con gli acini che maturo piano, la pace di un molesto sogno di conoscenza.
Ora è arrivato il tempo per il riposo e posso pensare; posso ricordare.
Amo la mia terra, leggermente inclinata a Sud e di cui sento tutto il calore che sale dalle mie radici, profonde idealmente sino al centro del globo.
L’inverno è stato lungo, solo per magia sono scampata all’acqua delle alluvioni che infondo alla collina ha creato il ristagno, e per fortuna io ero protetta su nel mio colle. Ho sentito la grande umidità fin dentro le mie scheletriche ramificazioni e non ne potevo più di sentirmi inebriata di acqua, ho pensato sonnecchiando alle calde giornate estive che prosciugano fin dentro l’intimo.
Tutto ha uno scopo.
Alla fine anche l’inverno è passato, lungo e freddo, mi ha ghiacciato la corteccia, avevo paura, e poi, è giunta la potatura, un misto di dolore e di piacere. Sento ancora il vibrare del mio corpo all’avvicinarsi del contadino che mi tocca, sento le sue mani calde in un pomeriggio di sole sofferente, sembra quasi sia primavera ed invece il suo tocco, dapprima dolce e rincuorante, si trasforma in una mano esperta che sradica i miei tralci inutili, e taglia, mi lascia lo stretto necessario per crescere ancora e rinvigorire. Mi chiedo a volte se lui si renda conto del dolore che mi provoca, se vede che poi piango. In realtà mi medico dove lui mi lacera, ma gli uomini chiamano: “lacrime”, il mio sangue.
Laddove loro sanguinano, io irrigo le mie ferite di linfa, considerata medicamentosa, tanto che qualcuno ancora gira per i vigneti per raccogliere queste gocce ritenute un balsamo per gli occhi. Tra i prodigi della natura c’è anche questo: assistere ad un’alba nel vigneto che piange lacrime necessarie. Un altro anno è passato, sonnecchio nel pomeriggio tedioso di novembre e penso a quando, su qualche tavolo imbandito o nell’allegria delle osterie, qualcuno stapperà una bottiglia e penserà inconsciamente a me che sono qui pronta al riposo, ma in prima linea per ripetere il mio miracolo con l’avventarsi delle stagioni.
Il sonno giunge avvolgente come nebbia ed offusca i miei pensieri ed io delirio, tra finzione e realtà, nel sognare il momento in cui il mio nettare darà la gioia, magari adesso, magari tra anni, tra gli scaffali di una cantina, amerò come un’amante appassionata chi mi sceglierà, chi mi avrà.
Emanuela Pozzan per http://www.santamargherita.com/
Bello questo racconto vero? Ha vinto un premio, che un’importante casa vinicola italiana ha bandito. Vi chiederete perché l’ho pubblicato? C’è un motivo, l’autrice è una mia ex-alunna. Quando l’ho letto mi sono emozionato molto per queste parole ed ho subito scritto una mail a Manuela, vi riporto il testo qui: “Cara Manu, ho letto il tuo breve racconto con voracità, così come quando da piccolo, assaporavo i grappoli d’uva dolcissimi, che il mio papà coltivava. Ho sentito il profumo dell’uva, il sapore del sole, della vita, dell’essenza delle cose. Hai descritto con pennellate di colori e sapori ciò che noi suggiamo dalla natura. Sei stata fantastica! Mi hai commosso! Grazie per queste emozioni che ci dai.” La cosa che mi ha colpito di più di questo breve racconto è stata la vite come metafora della vita. Non a caso hanno nomi simili, almeno in italiano. Così come la vite è orgogliosa di poter donare il proprio nettare, così noi dovremmo essere orgogliosi di donare noi stessi agli altri, senza pretendere grossi ringraziamenti, fieri soltanto di essere stati utili. Il senso dell’altruismo, che oramai è perso e forse faremo fatica a ritrovare. Ma quanto è bello sapere di essere utili a qualcuno, sapere che la nostra linfa alimenta gli altri, che non siamo piante sterili destinate a inaridirci perché incapaci di donare. Ringrazio ancora Manuela per le belle parole con cui ha espresso il concetto di vita, semplicità e amore. Bastano parole come queste per pensare che 26 anni d’insegnamento non sono stati inutili, ripagano di una vita intera dedicata alla scuola.
| Giuseppe per i sapori veri. |
#539 |
Gentile prof
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La giustificazione corre sul filo…. |
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Prego, giustificare mia figlia che ieri, non essendo venuta a scuola, è
rimasta a casa. [Anche la tautologia ha le sue regole]
Mio figlio è rimasto assente a causa di gravi motivi condominiali. [Ci sarà stata una rivolta per le spese condominiali, a volte danno forti dolori addominali]
Mio figlio ieri è rimasto a casa per acuto attacco di pigrizia. [Ah l'accidia, è un peccato capitale però]
Giustifico l’assenza di mio figlio a causa della morte del papà. [Firmato dal padre del ragazzo. Si pensa che il defunto fosse il nonno, a meno che non si tratti di un caso di spiritismo.]
Gentile prof. chiedo di giustificare l’assenza di mio figlio poiché è rimasto bloccato al bagno a causa di uno sconvolgente problema intestinale. [E' vero nella dichiarazione dei redditi ci sono 1000 euro di detrazione per Imodium]
Giustifico l’assenza di mio figlio per banale tonsillite, curata dal Dr. House. [Avendo i mezzi meglio nn fidarsi della sanità italiana]
Mia figlia H. F. non ha potuto studiare in quanto ha dovuto aiutare Sasuke a sconfiggere il fratello Itachi Uchiha. Cordiali saluti. [Ma gli acidi lisergici non erano passati di moda con gli anni 70?]
La prego di giustificare l’assenza di ieri di mio figlio perché ha avuto la diarrea sciolta. [Pensa se fosse stato un pacchetto intero!]
Mio figlio non ha potuto fare i compiti perché ha avuto problemi a riprendersi dallo shock subito a causa dell’eliminazione del suo beniamino da Amici. [Conosco lo stato d'animo a me è successo lo stesso quando è morta madre Teresa di Calcutta]
Per motivi strettamente segreti mia figlia non ha potuto svolgere i compiti. [Questione d'intelligence intelligente, alunna con licenza di bruciare]
Giustifico l’entrata posticipata di mio figlio causa ricerca delle sfere del drago (incompiuta). [Gli hobbit quel giorno erano in sciopero]
Mio figlio è rimasto assente dalle lezioni la settimana scorsa per partecipare alla caccia alla volpe. [Sicuramente dei nobili inglesi, Honi soit qui mal y pense]
Prego di voler giustificare mio figlio M. per tutte le assenze effettuate al sabato mattina. Purtroppo io ingenuamente gli ho creduto quando mi ha detto che nella nuova scuola al sabato non c’era lezione. Mi dispiace sinceramente. [Ingenuità adulta, e poi ci lamentiamo dei figli?]
Mio figlio non ha potuto frequentare la scula in questi giorni per il trapasso di un parente. [Una situazione risolta e vecchia, il famoso trapassato remoto]
Mia figlia non è potuta venire a scuola causa malattia di terzo tipo. [Un incontro ravvicinato con l'accidia]
Io sottoscritto S., genitore dell’alunna G., chiedo alla Signoria Vostra di giustificare mia figlia per non aver studiato, in quanto afferma che il tedesco non le servirà mai nella vita, e inoltre le fa schifo, ed io sono d’accordo con lei. [Le sane tradizioni famigliare perchè interromperle?]
Mia figlia Giulia è rimasta assente dalle lezioni per demotivazione e leggera depressione indotta dall’ormai ex-fidanzato. [Ah l'amore, devastante anche per la propria cultura personale]
Andrea G. è rimasto assente il 10, 11 e 12 ottobre per morte e risorgimento della zia. [Che sia la zia di Gesù? una nuova messia? un miracolo?]
La prego di perdonare il ritardo di mio figlio. Vorrei spiegarle il motivo ma per la privacy non posso. [Sarebbe d'accordo anche Rodotà (Garante per la privacy)]
Prego voler giustificare l’assenza del giorno X/X/XX per motivi di tappa al Gods of Metal.
Il sottoscritto chiede di voler accordare al proprio figlio alunno della classe 4 sez. A il permesso di entrare a scuola alle ore 09.00 di domani per missione speciale. [Parente della ragazza di prima, tutti agenti speciali gli alunni]
Mio figlio A. non è potuto venire a scuola per maltempo e malumore. [Ci sono dei giorni e delle lune, come direbbe Claude Lelouch]
Prego voler giustificare l’assenza di mio figlio D. del giorno X/X/XX per motivi a noi sconosciuti. [Ve lo avevo detto è pieno di agenti segreti...]
Gentile professore, la prego di voler giustificare mio figlio dal non aver studiato perché non aveva capito niente della sua spiegazione. [Beh in qualche caso la giustificazione può essere anche.... giustificabile.. ah ah ah ah]
Le chiedo gentilmente con questa mia di giustificare mio figlio dalle interrogazioni odierne. La motivazione non mi viene, ma so che capirà ugualmente. Cordialmente, F. A. [Insegnanti empatici cercasi]
Gentile professore, spero voglia giustificare mio figlio dalle interrogazioni odierne, per indisposizione.
La invito poi a pranzo da noi in un giorno a sua scelta. [Beh a me sembra che possa andare, do ut des]
Mio figlio è rimasto a casa gli ultimi due giorni, su consiglio del medico, per aerofagia. [Tira una brutta aria...]
Causa forti venti contrari, mio figlio non è potuto venire a scuola ieri. [Di sicuro abitano a Trieste... si va a scuola Bora permettendo]
Mi scusi ma sono costretta a dire che mio figlio è indisposto anche quest’oggi. La prego di non credergli. [Genitore sotto scacco....]
Tratto da comix
Le giustificazioni sono tratte dal sito Comix [Il commento tra parentesi quadre è mio]. Non aggiungo altro…. ho detto tutto.
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| Giuseppe per la scuola |
#456 |
Note a scuola 2
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Note a scuola 2 – La vendetta |
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L’alunno F. porta banchi, sedie, cattedra e lavagna nel cortile della scuola dicendo che l’aula l’aveva data in affitto e riesce a convincere i suoi compagni a sedersi nel cortile. Si richiede per l’ennesima volta il consiglio straordinario.- L’alunno S. scappa all’improvviso dalla classe durante il compito di matematica urlando ripetutamente “Ho visto la Madonna!”.
- L’alunno R. continua nonostante ripetuti avvertimenti a mangiare caramelle, tirando alla sottoscritta le carte delle stesse, dicendo che sono io l’unica busta di spazzatura.
- L’alunno M. prende in giro la sua compagna “Sabatino Domenica” chiamandola week end.
Durante la lezione gli alunni O. ed E. imitano spiderman attaccandosi all’attaccapanni e dicendo “Siamo i suoi gentili spiderman di quartiere”. Non so più che fare, richiedo riunione dei professori.- L’alunno F. disteso su tre banchi simula l’azione del nuotatore.
- L’ alunno S., dopo numerosi richiami, si crede Mussolini cantando ‘faccetta nera’ e incitando i compagni a tatuarsi in fronte la svastica.
- L’alunna M. malgrado i ripetuti richiami afferma di voler continuare a tagliare le doppie punte alla sua compagna F.
- P. e B. giocano a carte in classe, e per questo, vengono buttati fuori dalla classe. P. e B. non vogliono rientrare in classe perchè sostengono di voler finire la partita.
- L’alunno S., dopo le mie minacce di mettere un 4 a chi disturba, fa di tutto per ottenerlo, sostenendo che gli avrebbe alzato la media.
- L’alunno B. contratta la frutta con il fruttivendolo fuori chiedendo se ha bisogno di una mano, e poi chiede a me se può andare a guadagnarsi la giornata.
- L’alunno M. si giustifica per il suo ritardo di minuti 20 affermando di non riuscire a parcheggiare l’Enterprise.
- L’alunno B. dopo mezz’ora dall’inizio della mia lezione esce dall’armadio dicendo di essere stato impegnato in una conversazione ultraterrena con Dante.
- Gli alunni S., A. e F. si rifiutano di consegnare il tema svolto in classe ritenendo di avere scritto “cagate”.
- L’alunno A., dopo aver finto un mal di testa, si rende latitante. Viene scoperto mentre giocava a calcio sotto la neve.
- L’alunno P. salta dal banco gridando “Verso l’infinito e oltre!”.
L’alunno C., durante la mia ora di supplenza, ad ogni mia domanda risponde con un fastidioso “Daje Ciccio”, ironizzando sulla mia somiglianza con Ciccio Graziani.- L’alunno Y. ironizza sul fatto che non ha studiato la lezione del giorno, e tenta di deviare il discorso inventando scuse impossibili come la morte del proprio servo o la malattia del proprio autista. chiedo di controllare che suo figlio faccia il suo dovere, e consiglio, se possibile, di tenere a freno le sue fantasie.
- L’alunno L. lancia una penna in direzione della cattedra sfiorando il viso della sottoscritta. Al mio rimprovero verso la classe, si giustifica, mostrando almeno un po’ di coraggio, dicendo: “Sono stato io, ma mi è partita per sbaglio”.
- L’alunno M. si nasconde ripetutamente sotto il banco durante la lezione di storia, dicendo di essere in trincea.
| Giuseppe per una scuola di…. classe |
#427 |
Buon anno scolastico a tutti!

La scuola ti indica la via, come percorrerla spetta a te.

Povero piccolo, adesso viene il bello!!!

La scuola specchio dei tempi!

Un paio di miei alunni durante le miei spiegazioni

La difesa personale del prof: la fuga!!
La scuola ti indica la via, come percorrerla spetta a te.
| Giuseppe per la scuola, con simpatia. |
#260 |
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