Impressioni di Novembre

Foliage Scledense – 01/11/2011 – Le colline


Le foglie stanno volando via dal mondo e sopra c’erano dei messaggi e degli enigmi che non abbiamo decifrato. Anche le mani: lette poco, troppo poco; anche le rughe, i lobi… Non abbiamo letto che dei libri. Guido CeronettiPensieri del tè, 1987








Shooting date: 01/11/2011
Place: Hills of Schio
Photographer: Giuseppe Horsefly
Camera: Iphone 4


Giuseppe per l’autunno

#509

Il Giardino dei Semplici – Miele

Il Giardino dei Semplici

Miele (1977) - Concerto in LA Minore

 Il Giardino dei Semplici  Miele (1977) - Concerto in LA Minore


Il Giardino dei Semplici – Concerto in LA Minore


Testo della canzone Miele 

Era il colore 
Dei nostri corpi addormentati 
Sotto il sole 
Sulle tue labbra 
C’era un sapore 
Che 
Non ho scordato mai 
Miele 
Le nostre fughe 
E si tornava lenti come 
Tartarughe 
Quella sera che inventai il tuo nome 
Gia’ cadevano le prime stelle 
Miele 
Com’eri bella 
E l’estate ancora sa di miele 
Anche se io senza te 
Sto’ male con me 
C’e’ un’altra e potrei far l’amore 
Ma non e’ miele 
Miele 
quale treno prenderai 
Era il colore 
quando arrivi 
Chiamami se puoi 
Dei nostri corpi addormentati sotto il sole 
forse io m’innamorai 
Sulle tue labbra 
C’era un sapore 
Che non ho scordato mai 
Miele 
Quale treno prenderai 
Torni domandi 
Quando arrivi chiamami se puoi 
Cosa e’ cambiato 
Forse e’ colpa degli esami 
Forse io m’innamorai 
Quando hai detto 
Scusami e’ finita 
E cadevano le prime stelle 
Miele 
Com’eri bella 
E l’estate ancora sa di miele 
Anche se io senza te 
Sto male con me 
C’e’ un’altra e potrei far l’amore 
Ma non e’ miele 
E l’estate ancora sa di miele
Anche se io senza te
Sto’ male con me
C’e’ un’altra e potrei far l’amore
Ma non è miele 

Storia del gruppo – Tratto da Wikipedia

Gli inizi
Il complesso si forma a Napoli nel 1970 con la denominazione Alti e Bassi: il batterista, Gianni Averardi, proviene dal complesso dei Campanino, attivo dagli anni ’50.
Il gruppo inizia ad esibirsi nella sua regione, e viene notato da Peppino Di Capri che fa loro incidere il primo 45 giri nel 1972 per la sua etichetta, la Splash, con due canzoni a metà tra il rock progressivo ed il melodico; il disco però non ottiene alcun riscontro, e gli Alti e Bassi continuano l’attività a livello locale, ottenendo una scrittura di sei mesi allo Shaker Club, noto locale napoletano in cui, nel 1974, vengono notati da Giancarlo Bigazzi e Totò Savio, che propongono al complesso un contratto con la CBS.
Bigazzi, ispirandosi al Giardino dei Semplici del museo di Storia Naturale della sua città, propone al gruppo il cambiamento del nome, che viene accettato dai musicisti.
Il successo
Il 21 febbraio 1975 il complesso inizia allo studio Ortophonic di Roma le registrazioni delle due canzoni del secondo 45 giri, M’innamorai/Una storia, pubblicato a fine aprile e prodotto da Giancarlo Bigazzi e Totò Savio: M’innamorai partecipa con successo al Festivalbar 1975, ed il disco ottiene grande successo fino a raggiungere il 14º posto nelle classifiche.
A M’innamorai segue, nello stesso anno, Tu, ca’ nun chiagne , rifacimento pop-rock del brano del 1915 scritto da Libero Bovio ed Ernesto De Curtis, che viene usata dalla Rai come sigla di un ciclo di film di Francesco Rosi: il 45 giri ottiene il disco d’oro ed il terzo posto in classifica[1].
Il primo tour, come il primo album, è del 1976, con 176 date in tutta Italia; nello stesso anno incidono un nuovo singolo di successo, Vai.
Nel 1977 il gruppo partecipa al Festival di Sanremo con Miele: il brano contribuisce alla vincita del prestigioso trofeo Il Telegatto di TV Sorrisi e Canzoni, a pari merito con i Matia Bazar, nella categoria Complessi.
Dopo il cambio di etichetta ed il passaggio alla CGD, vi è una nuova partecipazione al Festivalbar 1978 con il brano Concerto in la minore (dedicato a lei) e poi una tournée negli Stati Uniti d’America ed in Canada.
Autori
Fino a questo momento Il Giardino dei Semplici ha inciso per lo più canzoni scritte da Bigazzi e Savio, più qualche rifacimento di melodie classiche napoletane: a partire dal 1979 decidono invece di diventare anche autori, ed il primo risultato è l’album B/N, interamente in vernacolo e composto per lo più da Caliendo; una canzone tratta da questo disco, Silvye, ha una grande diffusione e vendita in Scandinavia nel 1980 e viene cantato anche da Katry Helena in finlandese con il titolo Helsingin helle.
Nello stesso anno avviene l’unico cambio nella formazione del Giardino dei Semplici, con il batterista Tommy Esposito che subentra a Gianni Averardi.
Dal 1982 il gruppo matura la decisione di gestire prevalentemente in proprio la futura produzione discografica, avvalendosi delle label per la distribuzione e promozione dei dischi. Questa decisione porterà la band a creare nel 1987 il Gidiesse Recording, studio di registrazione che diventerà poi sede ufficiale delle ricerche musicali e artistiche del gruppo. Iniziano, così, anche collaborazioni con altri artisti fatte anche di produzioni e progetti.
Gli anni ’80 e ’90
Grazie ad una serie di spot pubblicitari sulle reti Mediaset, nel 1985 il gruppo divulga con successo una raccolta di classici della canzone napoletana rivisitati (Ed è subito Napoli): gli spot sono realizzati in cartone animato, con la presenza dei quattro componenti della band.
Il 1989 è l’anno del loro primo video-clip con il brano Lo sai che il mondo è blu?, tratto dall’album Zingari.
In 8, 48 & 27 del 1993 il gruppo si avvicina alla musica etnica, mentre in Settelune, pubblicato quattro anni dopo, ripropone i vecchi successi riarrangiati più tre inediti.
Gli ultimi anni
Nel 2000 Il Giardino dei Semplici pubblica l’album Canta e cammina, disco con i testi scritti dal teologo Bruno Forte, che affronta tematiche religiose.
Dopo un album dal vivo acustico, viene pubblicato nel 2005 Trenta, che festeggia i trent’anni di carriera del gruppo e che contiene anche un DVD.

Ancora un pezzo dal profondo degli anni 70, s’intravvedevano all’orizzonte i “craxiani” ’80, qualcosa all’orizzonte cambiava. Si abbandonava l’ingenuità del ventennio 60/70 per immergersi nei “caleidoscopici” ‘80. Da questo momento in poi mai più niente sarebbe stato come prima, e la nostra anima candida incontrava il disincanto di una nuova generazione, più furba ed egoista delle precedenti.  


Giuseppe per gl’ingenui anni 70

#454

Noi che… gli anni 70

Noi che… gli anni 70

 Noi che... gli anni 70
  • Noi che... gli anni 70Noi che la penitenza era ‘dire fare baciare lettera testamento’. 
  • Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva. 
  • Noi che chi lasciava la scia pi?ga nella frenata con la bici era il pi?o. 
  • Noi che il Ciao si accendeva pedalando. 
  • Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa. 
  • Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.. 
  • Noi che giocavamo a ‘Indovina Chi?’ e conoscevamo tutti i personaggi a memoria. 
  • Noi che giocavamo a Forza 4. 
  • Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, cittம (e la cittࠣon la D era sempre Domodossola). 
  • Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini. 
  • Noi che avevamo il ‘nascondiglio segreto’ con il ‘passaggio segreto’. 
  • Noi che ci divertivamo anche facendo ’1,2,3 Stella!’. 
  • Noi che giocavamo a ‘Merda’ con le carte. 
  • Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic. 
  • Noi che avevamo i cartoni animati belli!! 
  • Noi che ‘Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe piu forte di Holly e Mark Lenders…’ 
  • Noi che guardavamo’La Casa Nella Prateria’,'Candy Candy’ e? ‘Giorgie’> anche se mettevano tristezza. 
  • Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o un francese,un tedesco e un italiano. 
  • Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia. 
  • Noi che si andava in cabina a telefonare. 
  • Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto. 
  • Noi che... gli anni 70Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicitࠤella Coca Cola con l’albero. 
  • Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo. 
  • Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo. 
  • Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e pi? rosso pi? figo. 
  • Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti. 
  • Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta. 
  • Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli. 
  • Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2. 
  • Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore. 
  • Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google. 
  • Noi che il ‘Disastro di Cernobyl’ vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina. 
  • Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio. 
  • Noi che se andavi in strada non era così pericoloso. 
  • Noi che sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM. 
  • Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c’era Happy Days. 
  • Noi che?il primo novembre era ‘Tutti i santi’, mica Halloween. 
  • Noi che a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda. 
  • Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso. 
  • Noi che all’oratorio le caramelle costavano 50 lire. 
  • Noi che si suonava la pianola Bontempi. 
  • Noi che la Ferrari era Alboreto,la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet> e la Benetton Nannini!!!!! 
  • Noi che la merenda era la girella e il Billy all’arancia. 
  • Noi che... gli anni 70Noi che le macchine avevano?la targa nera…i numeri bianchi…e la sigla della provincia in arancione!! 
  • Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari. 
  • Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars. 
  • Noi che giocavamo col Super Tele perchè il Tango costava ancora 5 mila lire e.. ‘stai sicuro che questo non vola…’ 
  • Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire. 
  • Noi che avere un genitore divorziato era impossibile. 
  • Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine e sui muri. 
  • Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu, nero, argento e verde con l’interno arancione e i miniciccioli nel taschino. 
  • Noi che se eri bocciato in 3? media potevi arrivare con il Fifty ed eri un figo della Madonna!!! 
  • NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO. 
  • NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON IMMAGINANO NEMMENO COSA SI SONO PERSI!!

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Giuseppe per gli anni 70

#360

Noi che… gli anni 80

fiore

Noi che… gli anni 80


  • Noi che ci emozionavamo se salivamo anche solo su un autobus di linea.
  • Noi che ci superemozionavamo se dovevamo salire su un treno.
  • Noi che avevamo il deflettore sui finestrini anteriori della macchina.
  • Noi che credevamo che la nostra squadra era la più forte del mondo (anche gli interisti).
  • Noi che ci sdraiavamo sui prati.
  • Noi che tornavamo a casa regolarmente coi pantaloni sporchi d’erba.
  • Noi che vivevamo con ansia il giorno della foto di classe.
  • Noi che avevamo una sola maestra che insegnava tutto.
  • Noi che a scuola qualcuno ci andava ancora con la cartella squadrata di cartone a quadrettoni.
  • Noi che avevamo le replay i primi anni di scuola, e quando iniziavamo a scrivere con la bic usavamo la gomma rotonda blu con il buco in mezzo.
  • Noi che ci si sdraiava sul prato e si cercava di dar forme alle nuvole.
  • Noi che la mamma ci dava le 200 lire da dare in offerta alla messa della Domenica.
  • Noi che facevamo gli scherzi telefonici dalle cabine.
  • Noi che sfogliavamo i libri delle vacanze soltanto per sentire l’odore particolare della carta.
  • Noi che siamo anche andati alle colonie estive.
  • Noi che ci piaceva ancora lo zecchino d’oro.
  • Noi che abbiamo avuto il diario di Vitt.
  • Noi che con le 500 lire di carta compravamo un panino con la mortadella e la lattina della Fanta.
  • Noi che mangiavamo il ghiacciolo della puffetta al limone e di grande puffo alla fragola.
  • Noi che tornavamo a casa da scuola con le mani piene di scolorina e il tubetto tutto rovesciato nello zaino.
  • Noi che se ci cadeva un frutto per terra lo pulivamo e lo mangiavamo lo stesso.
  • Noi che odiavamo le rotelle sulla nostra prima bicicletta ma volevamo subito imparare ad impennare.
  • Noi che che..”il pallone è mio e decido io!”.
  • Noi che stavamo dietro casa a giocare “finchè non fa buio”..e poi non si vedeva nulla ma si stava fuori uguale.
  • Noi he non si mangiava mai fuori di casa, almeno che non ci fosse un compleanno.
  • Noi che a carnevale con cartoncino e elastico si faceva la maschera dell’uomo tigre (..e si diventava fortissimi!!).
  • Noi che a nascondino con “1 2 3 salva tutti” diventavi l’eroe del quartiere (..per dieci minuti).
  • Noi che andavamo a casa degli amici a fare i compiti, ma i compiti non li facevamo mai.
  • Noi che avevamo le macchinine con la bomboletta sulla parte anteriore che quando le buttavi contro il muro scoppiavano.
  • Noi che a scuola usavamo gli astucci che si aprivano a portafoglio e nei quali regolarmente si rompeva l’elastico che teneva la gomma o il temperino.
  • Noi che a scuola per la prova di scienze ci davano la patata da metter nel bicchiere e che germogliava.
  • Noi che dopo pranzo ci obbligavano a fare il riposino.
  • Noi che per giocare ai nostri videogiochi (come Pac Man) non era necessario avere una laurea come per quelli di oggi.
  • Noi che andavamo a scuola con la penna con l’inchiostro di 4 colori diversi e ci sentivamo fighi.
  • Noi che che facevamo gli aquiloni con la carta delle uova di Pasqua..che non hanno mai volato.
  • Noi che per fare i giri gratis sulle autine legavamo il gettone con un filo.
  • Noi che facevamo a gara a chi faceva il pallone più grosso col Cristalball.
  • Noi che invece di mandare gli sms facevamo le dediche alla radio.
  • Noi che giocavamo coi soldatini di plastica ma non facevamo morire mai nessuno.
  • Noi che la mamma ci diceva di non indossare i calzini col buco perchè “se ci succedeva qualcosa, sai che figura..”
  • Noi che ripetevamo coi modelli Bburago gli incidenti visti su Chips.
  • Noi che discutevamo di cosa avremmo fatto da grandi.
  • Noi che disegnavamo con i pastelli a cera e i pennarelli “Carioca”.
  • Noi che per pettinarci mettevamo la “gommina Simmons”.
  • Noi che avevamo i Masters con He-man e Skeletor.
  • Noi che guardavamo Tom e Jerry mangiando pane acqua e zucchero.
  • Noi che fra amici eravamo tutti caratterialmente diversi.
  • Noi che però IN FONDO SIAMO STATI TUTTI UGUALI…!
  • Noi…
  • Noi che che ora siamo qui a ricordare…
  • Noi che a scuola si andava a piedi.
  • Noi che scrivevamo tutti gli avvisi sul diario perdendo delle ore.
  • Noi che attaccavamo le gomme da masticare sotto il banco.
  • Noi che il diario ce lo tiravamo addosso, mentre le femmine ci scrivevano romanzi d’amore.
  • Noi che per andare alla gita scolastica di 5 giorni dovevamo preparare i genitori mesi prima.
  • Noi che se c’era la neve si restava alla finestra a guardarla.
  • Noi che come smetteva, allora TUTTI DI SOTTO!!!
  • Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l’albero.
  • Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.
  • Noi che tornavamo a casa solo quando la mamma ti chiamava dal terrazzo.
  • Noi che ai compleanni il regalo per il festeggiato ce lo sceglieva la mamma.
  • Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.
  • Noi che avevamo paura che qualche amico non venisse, ma poi c’erano tutti.
  • Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
  • Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
  • Noi che a carnevale la mamma ci obbligava a vestirci da Zorro.
  • Noi che facevamo sogni brutti.
  • Noi che ti svegliavi col battito di cuore a mille.
  • Noi che dormivamo con la luce del corridoio accesa.
  • Noi che dal letto guardavamo se c’era qualcuno nel buio dietro la finestra.
  • Noi che andavamo a letto dopo Carosello.
  • Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
  • Noi che guardavamo film dell’orrore anche se avevi paura.
  • Noi che poi non dormivamo per una settimana.
  • Noi che andavamo a letto con le scarpette di lana e il pigiama di flanella.
  • Noi che leggevamo Geppo, Tiramolla, Bullo e Birillo, Soldino e Nonna Abelarda.
  • Noi che vendevamo i vecchi giornalini di Topolino sotto casa.
  • Noi che rubavamo la frutta dagli alberi.
  • Noi che la rubavamo anche se non ti andava di mangiarla.
  • Noi che quella che non mangiavamo ce la tiravamo.
  • Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
  • Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
  • Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
  • Noi che giocavamo con la cerbottana a chi lanciava lo stucco più lontano e poi ce lo sparavamo addosso.
  • Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
  • Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
  • Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
  • Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
  • Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
  • Noi che avevamo “il libro delle vacanze”, ma i compiti d’estate non li facevamo.
  • Noi che le poesie non le volevamo imparare.
  • Noi che però sappiamo a memoria “Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)”.
  • Noi che abbiamo pianto quando l’Italia ha perso contro l’Argentina a Napoli.
  • Noi che “Disastro di Cernobyl” vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
  • Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d’olio.
  • Noi che non sapevamo cos’era la morale, solo che era sempre quella..fai merenda con Girella.
  • Noi che a pranzo mangiavamo poco e a merenda divoravamo scaffali di brioches.
  • Noi che campavamo di Girella e saccottini del Mulino Bianco.
  • Noi che a volte a merenda mangiavamo anche pane, acqua e zucchero, o pane, olio e sale o pane e marmellata.
  • Noi che se la mamma ci comprava il gelato, era il Cucciolone, così con il biscotto era più nutriente.
  • Noi che bevevamo esclusivamente il Billy.
  • Noi che compravamo gli ovetti kinder per trovare il puffo falegname.
  • Noi che di politica non ce ne fregava niente.
  • Noi che conoscevamo solo il Presidente della Repubblica perchè c’era la sua foto in classe.
  • Noi che avevamo la calcolatrice nell’orologio al quarzo.
  • Noi che del mondo politico conoscevamo anche Spadolini solo perchè era grassissimo.
  • Noi che i politici non li conoscevamo, ma Gennaro Ulivieri e Guido Pancaldi, si.
  • Noi che eravamo preoccupati che l’uomo a mollo della pubblicità avesse i reumatismi.
  • Noi che non c’erano grandi fratelli, isole dei famosi e fattorie..
  • Noi che indossavamo maglie che pizzicavano.
  • Noi che nei giorni importanti ci vestivano con le calze bianche.
  • Noi che le calze bianche le odiavamo perchè erano strettissime.
  • Noi che quando toglievamo le calze ci lasciavano un segno mostruoso sul polpaccio.
  • Noi che per la comunione ci regalavano i compassi e le calcolatrici.
  • Noi che avevamo la penna con l’inchiostro cancellabile.
  • Noi che avevamo il mappamondo con la luce dentro.
  • Noi che la mamma ci metteva le toppe sui gomiti dei maglioni quando diventavamo lisi.
  • Noi che le toppe le volevamo mettere anche quando i maglioni erano nuovi.
  • Noi che avevamo tutti i capelli corti a spazzola.
  • Noi che a volte ci pettinavamo.
  • Noi che odiavamo il minestrone.
  • Noi che non sapevamo leggere l’orologio a lancette.
  • Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
  • Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c’era Happy Days.
  • Noi che il primo novembre era “Tutti i santi”, mica Halloween.
  • Noi che giocavamo a Nascondino a tutte le ore.
  • Noi che ci divertivamo anche facendo “Strega comanda color…”.
  • Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a “Regina reginella” e a “Campana”.
  • Noi che bastavano due tappi per iniziare il giro d’Italia.
  • Noi che facevamo “Palla Avvelenata”.
  • Noi che giocavamo regolare a “Ruba Bandiera”.
  • Noi che non mancava neanche “dire fare baciare lettera testamento”.
  • Noi che litigavamo per stabilire se un gradino valeva come “rialzo” a “Rialzo buzzico”.
  • Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo “Parco Della Vittoria e Viale dei Giardini”.
  • Noi che se avevi “Vicolo Corto e Vicolo Stretto” perdevi sicuro.
  • Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
  • Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
  • Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
  • Noi che “se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce”.
  • Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d’aria mettendole in una bacinella.
  • Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.
  • Noi che andavamo in due sulla Graziella, e piú grandi sul Ciao.
  • Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
  • Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.
  • Noi che ogni volta che suonavamo rispondeva la madre.
  • Noi che pensavamo di avere segreti.
  • Noi che i segreti li avevamo davvero.
  • Noi che abbiamo maneggiato sostanze chimiche come il pongo, il DAS e la gommapane.
  • Noi che abbiamo manipolato anche la MIKRONITE.
  • Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.
  • Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.
  • Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l’ambulanza.
  • Noi che non sapevamo leggere il termometro.
  • Noi che prima di adoperarlo, “il termometro lo devi scaricare”.
  • Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
  • Noi che se sospettavamo che ci volevano fare la puntura, ci nascondevamo sotto il letto.
  • Noi che se c’era un pallone e 4 alberi era già tutto ok per giocare a calcio.
  • Noi che se non c’erano gli alberi si giocava lo stesso.
  • Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella..
  • Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo.
  • Noi che il portiere era l’1, lo stopper era il 5 e il centravanti il 9.
  • Noi che “Non puoi giocare a pallone con noi perchè siamo già pari”.
  • Noi che non dovevamo far tardi.
  • Noi che era pronta la cena proprio al momento del calcio di rigore.
  • Noi che giocavamo a pallone anche in casa, con la palla di spugna.
  • Noi che passavamo pomeriggi giocando a Risiko.
  • Noi che giocavamo a “Indovina Chi?” anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.
  • Noi che giocavamo a Forza 4.
  • Noi che Scarabeo non ci piaceva.
  • Noi che il cubo di Rubik non l’abbiamo mai finito, perlomeno senza barare..
  • Noi che ci scambiavamo le figurine prima delle lezioni (e durante, e dopo..).
  • Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era sempre Domodossola).
  • Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.
  • Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.
  • Noi che odiavamo i PlayMobil.
  • Noi che avevamo la pista Polistil, e le femmine Cicciobello col disco che frignava.
  • Noi che avevamo le macchine filoguidate, e le femmine la casa di Barbie con l’ascensore.
  • Noi che ci spaccavamo i diti per giocare a Subbuteo.
  • Noi che con un ramo di salice facevamo l’arco per sentirci Orzowei.
  • Noi che avevamo il “nascondiglio segreto” con il “passaggio segreto”.
  • Noi che nei prati al buio tra il frinire delle cicale scorgevamo ancora le lucciole (e non sapevamo sarebbero state le ultime).
  • Noi che a volte si litigava.
  • Noi che 5 minuti dopo era già tutto dimenticato..
  • Noi che “se fai questo non sei più amico mio”.
  • Noi che giocavamo per ore a “Merda” con le carte.
  • Noi che nessuno sapeva le regole del Tresette!
  • Noi che avevamo il mangiadischi schiacciato con il manico.
  • Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
  • Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
  • Noi che avevamo i cartoni animati belli…!!
  • Noi cha avevamo la tv in bianco e nero.
  • Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Mazinga, ovvio..)
  • Noi che guardavamo “La Casa Nella Prateria” anche se metteva tristezza.
  • Noi che sognavamo un’avventura alla Ambrogio Fogar.
  • Noi che a Natale guardavamo “Il piccolo lord”, perchè lo davano fisso.
  • Noi che ridevamo se un amico rideva.
  • Noi che ridevamo se un amico piangeva!
  • Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.
  • Noi che le scarpe nuove duravano una settimana..
  • Noi che le scarpe nuove restavano pulite un’ora!
  • Noi che la domenica con le scarpe nuove dovevamo andare alla messa.
  • Noi che alla messa ridevamo di continuo.
  • Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
  • Noi che telefonavamo di nascosto.
  • Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
  • Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.
  • Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
  • Noi che quando ritiravi le foto dal fotografo eravamo curiosi di vederle.

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#358

60′s Camel Adventures

COME ABBIAMO FATTO A SOPRAVVIVERE NOI CHE SIAMO NATI NEGLI ANNI ‘ 50, ’60 e ’70?

  1. Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag…
  2. Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo;
  3. Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.
  4. Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte;
  5. Quando andavamo in bicicletta o in motorino non portavamo il casco;
  6. Bevevamo l’acqua del giardino, invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale…
  7. Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Si, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto;
  8. Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari… cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile..
  9. La scuola durava fino alla mezza, poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con il papà).
  10. Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi..
  11. Mangiavamo biscotti, pane olio e sale, pane burro e marmellata, la nutella, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo problemi di soprappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare…
  12. Condividevamo una bibita in quattro… bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo, o prendeva malattie;
  13. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi, televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori dolby surround, cellulari personali, computer, chatroom su Internet… Avevamo invece tanti AMICI;
  14. Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare;
  15. Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis; si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma;
  16. Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano senza patemi e senza che i genitori protestassero e se talvolta i maestri ci “bacchettavano” sapevamo che era solo perché avevano sbagliato e così siamo cresciuti e diventati quel che siamo oggi.. “normali”. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione ed era felice ugualmente;
  17. Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità e imparavamo a gestirli.

Come abbiamo fatto a sopravvivere? A crescere e diventare grandi? Perché le nuove generazioni che hanno “tutto” non sono “sane” come la nostra?


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Beh sul fatto che siamo venuti su sani, io non ci scommetterei troppo ;)  

horsefly


Giuseppe per i “fantastici” anni 60/70

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